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Albergo Veneto, immerso nella natura, a pochi km dall Arte e Cultura del Veneto

Il Veneto (Vèneto /'vɛːneto/ in veneto) è una regione italiana di circa 4,9 milioni di abitanti situata nel Nord-Est della penisola italiana e avente come capoluogo Venezia. Il Veneto è una delle due regioni italiane che vedono i loro abitanti riconosciuti ufficialmente come «popolo». L'altra regione è la Sardegna. Per lungo tempo terra di povertà ed emigrazione, il Veneto, grazie a un notevole sviluppo industriale, è oggi una delle regioni più ricche d'Italia. Inoltre, grazie al suo patrimonio paesaggistico, storico, artistico ed architettonico, è, con oltre 60 milioni di turisti all'anno, la regione più visitata d'Italia.

La Storia contemporanea del Veneto

La fine dell'indipendenza e del dominio veneziano vennero improvvisamente provocati a seguito della Rivoluzione francese, quando l'invasione di Napoleone Bonaparte del neutrale territorio veneto provocò l'abdicazione del governo, il 12 maggio 1797, e la successiva cessione del territorio all'Impero d'Austria con il trattato di Campoformio. Dopo una breve parentesi all'interno del Regno d'Italia napoleonico, a seguito del Congresso di Vienna il dominio austriaco sul Veneto venne riaffermato e consolidato nella costituzione di un nuovo Regno Lombardo-Veneto, vicereame dipendente da Vienna. Il XIX secolo venne però caratterizzato anche dalla nascita di un nuovo spirito nazionale italiano, che nei moti risorgimentali del 1848 percorse anche le terre venete, con la nascita dell'effimera Repubblica di San Marco, infine soppressa dagli austriaci l'anno successivo in conseguenza della sconfitta piemontese nella Prima guerra di indipendenza. Smembrato il Regno Lombardo-Veneto con il passaggio della Lombardia al Regno di Sardegna dopo la Seconda guerra di indipendenza, il Veneto entrò nel neonato Regno d'Italia nel 1866 in seguito alla, Terza guerra d'indipendenza e alla vittoria prussiana nella battaglia di Sadowa attraverso un referendum plebiscitario eseguito con modalità poco trasparenti e con un esito talmente schiacciante tale da indurre alcuni studiosi ad avanzare ancor oggi dei dubbi.

Arte Veneto: Giovanni Antonio de' Sacchis "Il Pordenone"

Soprannome di Giovanni Antonio de' Sacchis (Pordenone 1483 ca. - Ferrara 1539), pittore italiano. Originale e fecondo artista, diffuse lo stile manieristico nell'Italia settentrionale. Per manierismo s'intende una tendenza stilistica, sviluppatasi tra il primo e l'ultimo decennio del XVI secolo, principalmente tra Roma, Mantova e Firenze, poi rapidamente diffusasi in Italia e in Europa. Le opere manieriste sono caratterizzate da forme allungate e figure modellate in modo fortemente plastico, assottigliate o ritorte; nella composizione e nella scelta dei soggetti emerge l'amore per il bizzarro e l'inusuale, per le pose stravaganti, per gli aspetti inquietanti della realtà e le scene drammatiche, talvolta a scapito di una resa realistica dello spazio; i colori usati sono inoltre spesso inconsueti, e accostati in modo straniante. Le prime opere del Pordenone, eseguite in veneto, furono improntate ai modelli veneti di Bartolomeo Montagna, Cima da Conegliano e Giorgione. Ma un radicale mutamento stilistico fu stimolato dal viaggio a Roma del 1515: suggestionato dal classicismo di Raffaello e dal titanismo di Michelangelo, iniziò a conferire alle sue figure proporzioni grandiose, fissandole entro composizioni turbolente, dalla cromia contrastata e dissonante e dal drammatico effetto illusionistico (affreschi della Cappella Malchiostro nel Duomo di Treviso; Storie della Passione nella navata del Duomo di Cremona, 1520-1522; ante d'organo del Duomo di Spilimbergo, 1524). Nel 1528, a Venezia, dipinse tele e affreschi nella chiesa di San Rocco: il suo esempio fu importante per l'evoluzione in senso manieristico di Tiziano. Nel 1529-30 lavorò nella chiesa dei francescani a Cortemaggiore e nel 1530-1532 in Santa Maria di Campagna presso Piacenza: il soggiorno emiliano lo pose in contatto con le opere di Correggio e Parmigianino, e fu determinante per l'evoluzione manieristica dei pittori padani, quali i cremonesi Giulio Campi e Camillo Boccaccino. Dopo un breve rientro a Venezia, nel 1533 affrescò a Genova le perdute Storie di Giasone sulla facciata di Palazzo Doria, quindi tornò a Venezia e in Friuli (affreschi sulla facciata di Palazzo Tinghi a Udine, 1534 ca.). Chiamato a Ferrara da Ercole II d'Este per disegnare cartoni per arazzi, vi morì poco dopo il suo arrivo, forse avvelenato dai pittori ferraresi invidiosi del suo successo.

Fonte: Wikipedia
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